sabato 1 ottobre 2011

Omosessuali e omofobi, l’(in)credibile doppia vita dei politici di destra

Omosessuali e omofobi, l’(in)credibile doppia vita dei politici di destra:
L’iniziativa lanciata da un gruppo di internauti sta scuotendo l’Italia. Alla fine la listaouting ha visto la luce. Eccola: http://listaouting.wordpress.com/ Hanno deciso di farlo. Hanno messo su internet disponibili agli occhi di tutti il primo elenco di politici famosi di orientamento sessuale omo che hanno votato contro la legge sull’omofobia. Il primo, appunto. Nelle intenzioni del gruppo di hacker anonimi all’estero questa è solo il primo passo. Ma i nomi sono già di alto e altissimo profilo.

G***** L**** e R****** F******** e, sono il braccio destro e il braccio sinistro di Berlusconi, il numero 2 e il numero 3 della destra in Italia! La destra italiana è per lunga storia anti omosessuale e fa del machismo e del velinismo, due dei suoi punti forti con i quali prende molti voti, negli strati della popolazione più ignorante. Il “capo” superuomo che se ne fa 8 in una sera, sarebbe in realtà circondato da omosessuali. Repressi. O meglio, nascosti, silenziosi. Quale colpo più letale alla logica dell’uomo macho che ci portiamo come sostrato culturale dai tempi del fascismo?



Non finisce mai di stupire quanta malafede e ipocrisia sia celata dietro i comportamenti di importanti uomini di governo e amministratori di alto calibro, come il Presidente della Regione Lombardia.

Secondo i fautori il web-outing servirà a smascherare l’ipocrisia di chi legifera contro gli omosessuali, a loro volta degli omosessuali. “Da ora in poi quando avverranno attacchi nei confronti della comunità lgbt da parte della gerarchia cattolica, del mondo dell’informazione, della politica, ci riserveremo la facoltà di rispondere adeguatamente”, avevano promesso. Promessa mantenuta. Ma la comunità gay è divisa e da pareri opposti sulla vicenda. Il presidente di Arcigay, Paolo Patané ha duramente condannato l’operazione, fino a dissociarsene.

Resta lo sgomento dell’uomo della strada. Ma come? Sono gay e votano contro i loro stessi diritti – verrebbe da pensare. Eppure, l’omosessualità in questo paese, carico dell’opprimente cultura cattolica, è ancora sentita come una colpa. Specialmente se non sei potente e se non sei un politico. Penso ai tanti ragazzi che grazie alla cultura cattolica e all’ipocrisia dominante vivono la loro natura omo come un peso, una condanna, un senso di perenne vergogna. Penso invece, per converso, ai tanti uomini di potere che godono della loro natura sessuale negli antri privati delle loro ville e davanti alla telecamere e in Parlamento uccidono leggi sulla parità e sul rispetto degli omosessuali.

Si fa ma non si dice, è sempre stata la prima legge italiana.

Ispiratore morale dell’iniziativa, che sicuramente farà discutere il mondo politico, è Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia. Il 19 luglio, quando già era chiaro che la legge contro l’omofobia non sarebbe stata approvata, promise: “Smaschereremo tutti quegli omosessuali invisibili, politici, preti, uomini e donne di potere, che per nascondersi si accaniscono pubblicamente contro le libertà e i diritti delle persone omosessuali”.

L’iniziativa potrebbe dare luogo a molti problemi legali, e infrange decisamente la privacy e il diritto alla riservatezza dei citati signori. Ma pur di squarciare il pesate velo di ipocrisia, è giusto lanciare una provocazione che è in se stesa una denuncia. Una denuncia che però non può avere delle prove “pubblicabili”, perciò una denuncia facilmente smentibile e smontabile. Ma il senso di tutto questo non è dare luogo a un inutile chiacchiericcio, quanto piuttosto quello di aprire gli occhi ai tanti elettori di partiti xenofobi e razzisti e antiomosessuali.

Che bella sarebbe l’Italia, se al posto dell’ipocrisia ognuno fosse veramente libero di vivere il proprio orientamento sessuale senza doversi nascondere, senza doversi vergognare per la sua natura.

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